Ucraina, messaggio dell’Ambasciata in Italia

“Quali misure intraprendere per fermare l'escalation?”
MEDIAINFORMER 19 Febbraio 2015
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Un anno fa il dolore è arrivato nel nostro Paese.  Nella grande famiglia ucraina adesso c’è la tragedia ed il lutto che ci hanno portato i cosiddetti “fratelli russi”. Pare che le grandi distruzioni di città e villaggi e le migliaia di morti avvenute in Ucraina, insieme con l’occupazione della Crimea e una guerra sanguinosa e mortale (non fredda e non ibrida) nella parte orientale del Paese, abbiano provocato in Europa sorpresa ed imbarazzo, e la ricerca di una risposta precisa.

Eppure un anno fa (febbraio 2014), in occasione della Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, nessun politico o esperto suggerì o menzionò la possibilità di un tal scenario che divenne realtà dopo appena due mesi.

Tra le diverse soluzioni proposte dall’Europa al problema dell’invasione Russa nella parte orientale dell’Ucraina, c’è la conservazione della possibilità di dialogo ad ogni costo con la Russia, la garanzia di un’assistenza militare, il rafforzamento delle sanzioni contro il Paese nemico. Ciò che non accettiamo, è però la posizione di molti politici che cercano di risolvere il conflitto favorendo una soluzione che non disturbi la Russia.

Di certo l’Ucraina in breve tempo sceglierà il suo modello di sicurezza internazionale, valutando l’opzione di presentare la domanda d’ingresso alla NATO. Lo status di Paese non allineato garantito dalla legge in Ucraina, ha già dimostrato la sua incapacità di proteggere lo Stato, dall’aggressione esterna, tra l’altro, da uno dei garanti dell’integrità territoriale (in accordo con il Memorandum di Budapest del 1994).

Per questo motivo esclusivamente al popolo ucraino spetta di definire il modello di sicurezza internazionale accettabile, senza che alcuno Stato straniero abbia diritto di veto.

Infine rivolgendosi ai Paesi partner con una richiesta d’assistenza militare, l’Ucraina desidera solo proteggere se stessa dal rischio di un ulteriore avanzamento dell’aggressore nel suo territorio.

Quanto prima, dunque, il popolo ucraino dovrà difendere la sua terra, con o senza l’assistenza militare straniera: più vite umane saranno salvate, e l’aggressore accetterà più velocemente la strada effettiva delle trattative. Sarà così più semplice ristabilire la pace in Europa.

 

Ambasciata Ucraina in Italia


Data ultima modifica: Ven, 20/02/2015 - 11:21am