Che cos’è la sterilità e quali sono le principali terapie?

Il 20% delle coppie soffre di infertilità. Quali sono le cause e come è possibile curarla?
MEDIAINFORMER 1 Maggio 2017
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La sterilità, o infertilità, è definita come l’impossibilità di concepire un bambino e può essere sia femminile che maschile. La sterilità non è una malattia moderna: è sempre stata presente nella storia ma solo nell’ultimo secolo la scienza ha acquisito le capacità di guarirla, eliminando le cause che la provocavano (infezioni, malformazioni, malattie) oppure ricorrendo alla procreazione assistita, che rappresenta un approccio particolarmente moderno nonostante non si tratti di una cura vera e propria.

L’infertilità nella grande maggioranza dei casi è curabile con un approccio chirurgico o farmacologico; circa nel 35% dei casi di infertilità di coppia è l’uomo la causa, mentre nel 65% dei casi è la donna. Nel 10% dei casi tuttavia entrambi i partner hanno problematiche ed esiste persino una percentuale di casi in cui la sterilità viene definita idiopatica (non si riesce a determinarne la causa).

Grazie agli enormi progressi della medicina, oggi quasi tutti i soggetti sterili (uomini e donne) possono accedere ad una terapia per l’infertilità. Quando non è possibile attuare una terapia, per rendere possibile il concepimento si ricorre alla fecondazione assistita, che tuttavia non rappresenta propriamente una cura perchè non rimuove le cause dell’infertilità.

Le terapie per l’infertilità sono suddivise in ormonali e chirurgiche. Le tecniche ormonali vengono attuate quando l’infertilità è causata da uno squilibrio degli ormoni, le sostanze che regolano l’attività dell’apparato genitale e quindi il ciclo mestruale nella donna e la produzione di spermatozoi nell’uomo. Gli ormoni vengono somministrati tramite iniezione o per via orale ed agiscono stimolando l’ovulazione nella donna e la produzione di spermatozoi nell’uomo. I rischi principali consistono in una iper-stimolazione (solitamente solo nella donna) con possibili gravidanze multiple, quindi è necessario uno stretto controllo medico.

Le tecniche chirurgiche sono limitate ai casi in cui sia presente un impedimento fisico al rapporto sessuale o al concepimento: nella donna ad esempio patologie come l’endometriosi, fibromi uterini o polipi, cisti ovariche, aderenze alle tube o altre alterazioni; nell’uomo la causa principale è il varicocele, una dilatazione delle vene testicolari con alterazione del circolo sanguigno.

Purtroppo, in alcuni casi la sterilità è irreversibile. Nell’uomo la sterilità non è curabile nei casi di azoospermia (totale assenza di spermatozoi): questa situazione si verifica quando alla nascita i testicoli non scendono nella sacca scrotale (criptorchidismo), per malattie genetiche o in seguito a malattie come la parotite, la clamidia, la gonorrea, la sifilide, le stesse che possono causare la sterilità femminile.

Curare la sterilità è quindi possibile nella maggioranza dei casi. Per la cura della sterilità a Roma, esistono ginecologi e centri per la sterilità altamente specializzati che prendono in carico la coppia e la seguono in tutto l’iter diagnostico, anche dal punto di vista psicologico. Sono numerose le coppie che non riescono a concepire per cause eliminabili e quindi solo poche di esse alla fine vengono indirizzate all’inseminazione artificiale o alla PMA. Uno dei fattori decisivi è l’età: dopo i 35 anni nella donna inizia un lento e progressivo declino della fertilità e se a ciò si aggiungono problemi riproduttivi, il percorso può diventare molto lungo e difficile. Inoltre, attualmente una coppia viene definita non fertile se dopo due anni di tentativi non è ancora riuscita a concepire; di conseguenza i tempi si allungano molto.


Data ultima modifica: Gio, 01/06/2017 - 5:14pm