Cefalea cronica: una cura efficace

Scopri cause e sintomi per riconoscere i vari tipi di cefalea e i modi per prevenirle.
milano (MEDIAINFORMER) 5 Agosto 2017
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La cefalea, comunemente chiamato mal di testa, è uno dei disturbi più frequenti e, spesso, rappresenta un problema sia per il medico che deve trovarne la cura sia per il paziente soggetto al disagio. 

Le cause di questo disturbo infatti, sia genetiche che stress, vita sedentaria, disturbi emotivi o carenze alimentari

 

 

Ma che cos'è la cefalea?

 

La cefalea è un disturbo doloroso della testa che si allarga, molto spesso, a gran parte della faccia e del collo. È una sindrome molto diffusa e, secondo i dati dell'International Classification of Headache Disorders (ICHD) definita dall'International Headcache S

ociety (IHS), colpisce, solo in Italia, circa dieci milioni di persone in maniera episodica, mentre due milioni di persone ne soffre in maniera cronica.

La sua natura persistente la rende tra i mali più invalidanti.

Per definirsi "cronica", la cefalea deve presentarsi per 15 giorni nell'arco di un mese, e per almeno tre mesi.

Inoltre, è necessario che in quest'arco di tempo, per più giorni al mese, la cefalea presenti almeno due di queste caratteristiche:

 

  • -dolore pulsante;
  • -dolore localizzato solo su un lato della testa; successiva diffusione;
  • -intensità del dolore che va da moderato a grave;
  • -il dolore aumenta durante l'attività fisica.

E essere associata ad altri tipi di disturbi quali nausea, vomito ed iper-sensibilità alla luce e ai rumori.

 

Le cefalee possono essere di tre tipi: cefalea di tipo tensivo, cefalea a grappolo ed emicrania.

 

  • La cefalea di tipo tensivo è frequente e può essere di tipo episodico o cronica.
  • La cefalea episodica è caratterizzata da un tipo di dolore compressivo-costrittivo bilaterale di lieve intensità, e la sua durata varia da minuti a giorni.
  • La cefalea tensiva di tipo cronica invece, è un'evoluzione di quella episodica; ha infatti, gli stessi sintomi ma si presenta con una cadenza maggiore ed addirittura quotidiana.

 

La cefalea a grappolo è estremamente dolorosa ed è caratterizzata da fasi attive alternate a fasi in cui il dolore scompare; le fasi attive vengono definite per l'appunto, "grappoli".

Il dolore si concentra a livello della zona oculare, perioculare e temporale.

La frequenza è variabile così come la durata; un attacco può durare dai 15 minuti alle tre ore, una volta al giorno, in una settimana o, addirittura, più volte nel corso della stessa giornata.

La cefalea a grappolo è accompagnata da altri sintomi quali: lacrimazione, congestione nasale, arrossamento palpebrale, sudorazione della fronte e dell’emifaccia colpita, miosi ed edema della palpebra.

 

L'emicrania, invece, non è un semplice mal di testa e, chi ne soffre, sa bene le forti ripercussioni che si possono avere nella vita privata, sociale ed in quella professionale, specie se si tratta di emicrania cronicizzata, cioè quando i sintomi si protraggono per giorni e di continuo (addirittura fino a tre mesi nei casi più gravi).

L'emicrania si presenta con un forte dolore pulsante, localizzato di solito, prevalentemente ad un lato della testa, può durare più ore (3-4 ore) fino ad un massimo di alcuni giorni.

È accompagnato solitamente da nausea, vomito, ipersensibilità alla luce, agli odori. Se è nella forma con aura si possono presentare a disturbi della vista, a parestesia delle labbra e delle braccia e a disturbi del linguaggio.

 

La cefalea cronica ha più di una causa incluso l’uso troppo largo di analgesici di ogni tipo. Tuttavia vi sono alcuni possibili fattori che si verificano, quali:

  • -la risposta intensa, cosiddetta sensibilizzazione, del corpo ai segnali del dolore;
  • -la parte del cervello che è deputata al controllo del dolore che non funziona in maniera corretta.

 

Spesso la cefalea è "solo", la punta dell'iceberg di patologie ben più gravi quali: ictus, meningite, lesioni cerebrali, pressione intracranica o troppo alta o troppo bassa, tumore cerebrale; ed è inoltre, sintomo di una malattia ancora molto poco conosciuta ma non per questo meno grave come la fibromialgia primaria.

Quest'ultima infatti, è una sindrome cronica e molto dolorosa caratterizzata da un generale dolore muscolo scheletrico e da punti algogeni (punti in cui si concentra il dolore) i cosiddetti "tender points" in corrispondenza di specifiche aree muscolari.

Per fortuna, questa patologia interessa solo una piccola percentuale della popolazione generale, (tra lo 0,7% ed il 3,3%) e la possibilità di contrarla aumenta solo dopo i 60 anni (circa il 7%) colpendo, perlopiù, le donne.

 

I normali antidolorifici come sappiamo, di solito sono sufficienti a bloccare il mal di testa, spesso però, questo trattamento è solo temporaneo e, con il tempo, l'organismo assuefatto da una continua ingerenza di medicinali può non rispondere più alle normali cure.

In questi casi, è bene prevenire il problema con un trattamento che si concentra sulla prevenzione della cefalea.

Il primo passo è quello di smettere di prendere farmaci analgesici autoprescritti o assunti in dosi troppo massicce. Solo allora, quando si è pronti, il medico può consigliare l'uso delle seguenti tipologie di medicinali:

 

  1. -antidepressivi, nei casi di mal di testa cronico;
  2. -beta-bloccanti,per prevenire l'emicrania episodica;
  3. -anti-convulsivi, per prevenire la cefalea cronica quotidiana;
  4. -elettrostimolatori o preparati paranaturali, per coloro che non tollerano i farmaci.

Nonostante l'evidente sollievo dal dolore, ci possono essere effetti collaterali di cui si deve tener conto, effetti che son diversi a seconda della categoria di farmaci e che vanno dalla sonnolenza all’eccesso di energia, dalla perdita dell’appetito all'aumento di peso.

E’ pertanto necessario conoscere bene il paziente e le sue caratteristiche anche metaboliche.

In Italia, al Centro Cefalee di Firenze, portato alla fama internazionale dal Prof. Federigo Sicuteri, si è , fino ad oggi portata avanti nuove cure destinate a mutare la vita sacrificata dal dolore dei pazienti.

La terapia dell’emicrania deve essere adeguata al singolo paziente ed in grado di incidere positivamente anche sulle conseguenze psicologiche (ansia, depressione ecc) che, sovente, affliggono i malati di cefalea cronica.

 


Data ultima modifica: Ven, 11/08/2017 - 9:37am